Simón del desierto

Luis Buñuel, 1964
Sceneggiatura di Luis Buñuel e Julio Alejandro


Uomo: Gli uomini si perdono sempre in lotte fratricide, e sempre per la maledizione del tuo e del mio
Simón: Di che parli?
U: Perché l’uomo uccide per difendere quello che crede suo
S: Non capisco… Cos’è il tuo? Cos’è il mio?
U: Guarda, lo capirai. Questa borsa è tua vero? Ora vedrai, basterebbe che io lo negassi e cominceremmo subito a litigare. Su, proviamo. Simón, questa borsa è mia. Di’ che è tua, su avanti dillo
S: (esita) È mia
U: E io ti dico che è mia
S: Allora prenditela
-U: (ride) Il tuo disinteresse è ammirevole, e molto utile alla tua anima, ma ho paura che come la tua penitenza serve ben poco all’uomo
S: Non ti capisco, parliamo linguaggi diversi, vai in pace fratello

Donna: Simón, a che pensi?
Simón: A niente… Come si chiama questo ballo?
D: (ride sguaiata): Carne radioattiva, questo è l’ultimo ballo, il ballo finale (si avvicina a Simón) Questo è il ballo finale
S: Vade retro
D: Vade ultra!
S: Se ti diverti, io vado a casa
D: Io non ci andrei, ti potrebbe capitare qualcosa
S: Che cosa?
D: È la vita ubriacone, devi sopportarla, devi sopportarla fino in fondo!

La donna si mette a ballare forsennata, Simón resta a guardare la folla che si dimena.

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